L’emergenza presenta il conto, il prezzo del Coronavirus

Nelle ultime settimane i prezzi dei generi alimentari sono aumentati, e per l’80% della popolazione italiana, che già prima dell’emergenza Coronavirus faticava a risparmiare, il lieto fine del post Covid non è poi così sicuro.

La Fase 2 sarà perciò il banco di prova per l’economia italiana, e la spinta non può che cominciare dal basso. La strada tracciata da alcune piattaforme online sembra essere la sintesi ideale tra le necessità e i desideri delle persone, perché uniscono la convenienza e la sicurezza degli acquisti online alla spesa “dal vivo”, Dall’acquisto alla consegna il rapporto è infatti con il proprio negoziante di fiducia.

Prodotti per la pulizia e l’igienizzazione, i più rincarati

Secondo un’indagine di Spesarossa.it sui prezzi dei generi alimentari e le abitudini di spesa degli italiani durante l’emergenza l’87,6% degli intervistati ritiene che i prezzi dei prodotti alimentari nelle ultime settimane siano aumentati, nonostante gli appelli alla calma verso i consumatori e al buonsenso verso produttori e distributori da parte del governo. Come ci si sarebbe potuto aspettare il maggior incremento dei prezzi, secondo il 63% degli intervistati, ha riguardato prodotti per la pulizia e l’igienizzazione. Seguono carne e pesce, il cui prezzo è aumentato rispettivamente secondo il 34% e il 28% degli intervistati. Ma il primato lo detengono frutta e verdura, il cui prezzo, secondo l’esperienza dell’84% degli intervistati, è aumentato molto più degli altri.

La spesa si fa nel piccolo supermercato di zona

Per gli acquisti di beni di prima necessità il 40% degli intervistati si è servito presso i grandi supermercati, ma solo il 29% lo ha indicato come modalità preferita. La zona rossa e le restrizioni agli spostamenti hanno invece determinato il successo dei negozi di quartiere, frequentati dal 38% degli intervistati, ma preferiti in assoluto dal 14% del totale. La dimensione del piccolo supermercato locale sembra invece mettere d’accordo tutti. Varietà dell’offerta, comodità e prossimità, unite alla convenienza e alla presenza di offerte periodiche, ha attirato almeno una volta il 53% dei consumatori. Questa modalità è stata indicata come preferita dal 43% degli intervistati. In coda, i mercati rionali, frequentati almeno una volta dal 12,4% degli intervistati, e preferiti solo dal 4%.

Siamo davvero pronti per la spesa online?

Rapida, spesso più conveniente, e soprattutto a domicilio, la spesa online ha tutti i requisiti per affrontare l’emergenza, sia quella sanitaria sia quella dei prezzi. Ma quella che sembrava dovesse essere finalmente una rivoluzione digitale degli acquisti ha convinto solo il 17,5% dei consumatori, ed è stata indicata come modalità preferenziale solo dal 9,4%. Dall’indagine di Spesarossa.it risulta infatti che pur manifestando curiosità e apertura al mondo dell’acquisto online la maggior parte degli italiani non è disposta a rinunciare alla componente personale e umana. Che si tratti del proprio fruttivendolo di fiducia, del cassiere del supermercato o del negoziante.

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