Manager italiani: aperti, decisori e comunicatori

Quali sono le caratteristiche dei manager italiani? Da uno studio sul management efficace e responsabile risulta che i “nostri” manager sono aperti, capaci di prendere decisioni e in grado di comunicare efficacemente. Lo studio dal titolo Bravi Manager Bravi, è stato realizzato da The European House – Ambrosetti per Federmanager, e ha coinvolto tramite survey online 1.631 manager iscritti a Federmanager. La survey comprendeva 120 domande su 4 filoni di indagine, quali le skills readiness for business, ovvero le competenze comportamentali e cognitive, i driver motivazionali, i valori etici e il posizionamento del management italiano su alcune questioni di attualità.

Il podio dei comportamenti virtuosi

Essere aperti a idee e proposte, indipendentemente dalla posizione gerarchica di chi le offre è considerato il comportamento manageriale più importante, e anche il più adottato dalla maggioranza dei manager intervistati (punteggio di 8.6 assegnato dal top management e di 8.4 dal middle management). Al secondo posto, la capacità di Prendere decisioni concrete e veloci , che vale 8.3 punti per i top manager e 8.1 per i middle manager.

Terzo classificato, la comunicazione, una competenza rappresentata dal cluster “Con onestà intellettuale comunico aspetti positivi e rischi delle scelte”, che ha ottenuto il punteggio di 8.1 per i top e di 8.0 per i middle.

Le macro aree di competenza

Considerando tutti i comportamenti mappati, riferisce Adnkronos, ne esce una fotografia del management italiano rappresentata da macro-aree di competenza. La prima macro-area, per importanza e adozione, è l’eccellenza operativa, definita come capacità di snellire i processi e l’organizzazione per dare risposte veloci ai cambiamenti, facendosi carico della complessità e rilasciando semplicità. Al secondo posto, l’imprenditorialità, che si esprime nella decisionalità tempestiva, e che riflette la forte iniziativa personale, ovvero lo stile imprenditoriale del manager italiano. Terza, la gestione della trasformazione digitale. Anche se la rivoluzione digitale è ormai manifesta nel mondo del lavoro, i manager italiani continuano a essere “uomini del fare”, orientati all’eccellenza operativa e all’imprenditorialità più che alla gestione di questa trasformazione.

I 10 consigli per un management al top

Lo studio propone ai manager dieci indicazioni. Innanzitutto, il capitale intellettuale non basta, va sviluppato il capitale sociale. E poi le competenze vanno ricercate in prossimità delle direttrici fondamentali della conduzione strategica del business (2°). La sfida è quella di trasformare le potenzialità dei singoli in risultati collettivi ripetuti nel tempo (3°, routine di successo).

Quarto: fare ricerche sulla propria organizzazione per offrire dati al top management che facilitino la presa di decisione, 5°, diffondere la leadership per non dipendere da un leader, 6°, non patrocinare corsi evento, ma organizzare percorsi di sviluppo, 7°, investire sul middle management, 8°, spingere l’innovazione, 9°, operare con un’ottica di benchmark assidua, curiosa e originale, 10°, scovare le aziende eccellenti a cui ispirarsi.

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