Il 47% dei viaggiatori globali ha disdetto le prenotazioni

Con l’incertezza dovuta all’emergenza sanitaria il 47% delle prenotazioni di viaggi a livello globale è stata cancellata. Il consumatore italiano sembra aver adottato un atteggiamento più cauto, con il 37% delle prenotazioni di viaggi spostato al prossimo anno. Il dato confortante è che una buona percentuale dei clienti (31%) sta considerando di confermare il proprio viaggio verso le destinazioni prenotate in origine. Anche a livello globale il trend è incoraggiante, con 4 clienti su 10 che vogliono mantenere inalterata la propria scelta. È quanto emerge da una ricerca condotta da Aigo insieme al network Travel Consul (del quale fa parte) per rilevare l’impatto sugli attori della distribuzione dell’industria turistica nei principali mercati mondiali.

Un settore che vuole rimettersi in gioco

La ricerca è stata condotta nell’ultima decade di maggio 2020 su oltre 900 fra tour operator e agenzie di viaggi nei principali mercati internazionali.

I risultati dell’analisi, e soprattutto il focus sul mercato italiano, restituiscono una fotografia del momento zero della ripartenza e consentono di delineare alcuni tratti che caratterizzeranno le dinamiche del settore nel prossimo futuro, riporta Adnkronos. “Ne emerge un settore che, sebbene drammaticamente colpito dall’emergenza, ha voglia di rimettersi in gioco e creare nuove proposte di viaggio approcciandosi a nuovi prodotti, ampliando la programmazione e forgiandola secondo le nuove esigenze del cliente”, spiega Massimo Tocchetti, presidente Aigo.

Ancora bassa la propensione a prenotare viaggi futuri

Quanto alla propensione dei clienti a prenotare viaggi futuri il clima di incertezza è più forte in Italia, dove il 58% dei partecipanti al sondaggio dichiara che i clienti stanno ancora aspettando di capire come evolverà la situazione prima di prenotare nuovamente. In termini di volumi, la survey evidenzia la reattività delle agenzie in termini di decisioni prese in tempi di emergenza. Fra queste, il focus in Italia è su programmi di formazione (53%), la progettazione di nuovi prodotti (39%), investimenti in tecnologia, revisione condizioni di viaggio e modelli di business. In che modo Enti ed uffici del turismo possono aiutare gli operatori turistici nella fase di recupero? In Italia per il 58% del campione la risposta è introducendo certificati di salute a disposizione degli agenti di viaggio, così da far percepire ai clienti che le destinazioni sono sicure dal punto di vista sanitario.

Per accelerare la fase di recupero i social media sono in cima alla lista

Quali attività svilupperanno maggiormente gli attori della distribuzione nel corso del 2020? L’85% degli intervistati ritiene che la modifica delle politiche o dei termini e condizioni di cancellazione rientrerà tra le priorità.

Per quanto riguarda le attività per accelerare la fase di recupero, i social media sono in cima alla lista (71%), seguiti da campagne di comunicazione in collaborazione con enti del turismo e partner commerciali (36%), e dal comparto digital (35%) con evidente attenzione alle potenzialità di conversione alla vendita. Anche a livello globale le attività social risultano strumento prediletto (65%), insieme alle attività digital (51%).

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