Carpooling aziendale: condividere l’auto premia

Condividere le automobili tra un gruppo di persone per ridurre i costi del trasporto conviene. Perché è comodo e, fattore non meno importante, è sostenibile per l’ambiente. E fra colleghi di lavoro questa è una pratica sempre più frequente, anche fra gli italiani.

Si tratta del carpooling, un fenomeno in ascesa che, nel 2018 e secondo Jojob – l’operatore specializzato nel carpooling aziendale in Italia –  è aumentato del 90%.

Il tragitto casa-lavoro diventa smart

Casa-lavoro, il tragitto meno invitante, diventa quindi un modo pratico ed economico per sottrarre alle strade un enorme numero di auto, in crisi peraltro, per trovare parcheggio. Stesso discorso vale per i viaggi certificati, anch’essi in netto aumento, che nel 2017 hanno contributo ad un risparmio di anidride carbonica di 189 tonnellate.

Uno stile di vita etico e intelligente quello della mobilita sostenibile

Effettuare percorsi più o meno impegnativi tra casa e lavoro in modo “light” permette inoltre alle aziende di incentivare i dipendenti “carpooler” con rimborsi e benefit come buoni carburante, buoni Amazon, parcheggi riservati o buoni per articoli sportivi.

I conti in tasca ai carpooler

Ma a quanto si risparmia scegliendo la mobilità sostenibile?  La stima fatta da Jojob sulla propria attività è di 270.000 euro in soli sei mesi, per cinque giorni a settimana e un tragitto medio di quasi trenta km. Il ritratto del carpooler tipo è maschile e mediamente trentacinquenne, ma anche e donne ci si stanno avvicinando sempre più.

Come funziona? 

A spiegarlo è Gerard Albertengo, CEO e Founder di Jojob:“È interessante notare che nel 70% dei casi i carpooler ammettano di non suddividere le spese, ma di alternare l’uso dell’auto con cui viaggiare. Il 20% dei dipendenti invece non si preoccupa dei costi e fa viaggiare i passeggeri gratis, mentre infine il restante 10% sceglie di suddividerli tra i componenti dell’equipaggio”.

In Italia già 2.000 imprese condividono la macchina

In Italia sono bene oltre 2.000 le aziende che “condividono” l’auto per rendere i propri dipendenti partecipi a progetti di responsabilità sociale e ambientale. Di grande esempio, la maison di haute couture Salvatore Ferragamo, che per prima ha aderito alla funzione Bici e Piedi, ovvero il nuovo servizio di Jojob. Così come Mutti, Bulgari, Ducati, Lavazza, OVS, Philip Morris, Saipem, Reale Group, Findomestic, Laika, Gruppo MutuiOnline, Ferrero, IBM, Johnson&Johnson e Philips. Oltre la metà è dislocata nel Nod Italia, ma un ottimo riscontro lo si trova ovunque, isole comprese. In Campania infatti spiccano l’aeroporto di Napoli e l’Ente Autonomo Volturno (EAV), la più grande azienda di trasporto pubblico locale del Meridione.

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