Otto app da non scaricare da Android: la lista di Eset

Il pericolo corre in rete. E’ di questi giorni la notizia che sullo store ufficiale di Google sono state identificate otto App particolarmente pericolose per i sistemi Android. Le app in questione, che peraltro dovrebbero già essere state rimosse dallo store, sono in grado di infettare lo smartphone o il tablet con un software aggressivo, battezzato come Android/TrojanDropper.Agent.BKY.

Il malware identificato dai ricercatori Eset

Il malware è stato scoperto e identificato dai ricercatori di Eset, casa produttrice di software specializzata in sicurezza, che sul sito del Cert (Computer Emergency Response Team), hanno illustrato i rischi connessi a queste applicazioni “cattive”, che non richiedono autorizzazioni particolari e che, agli occhi di un utente magari non espertissimo, sembrano “perfettamente legittime”.

Le mosse invisibili del virus nascosto

“Per evitare di essere individuato, queste malware utilizza tecniche di offuscamento basate su cifratura e un’architettura multistadio. Una volta lanciata una di queste App infette, il codice malevolo al suo interno decifra ed esegue il primo stadio di payload che decifra e esegue un secondo stadio, memorizzato tra le risorse dell’App scaricata da Google Play” spiegano i ricercatori.  “Il payload di secondo stadio scarica un’altra App malevola da un URL codificato al suo interno”, che rappresenta il terzo stadio del malware. Tutte azioni che avvengono in maniera completamente invisibile e consentono al malware di passare inosservato. Dopo circa cinque minuti, dicono gli esperti come riporta AdnKronos, “viene richiesto di installare l’App di terzo stadio scaricata in forma di APK”, che appare “sotto forma di un noto software di larga diffusione come Adobe Flash Player” o altre App legittime come, ad esempio, ‘Android Update’ o ‘Adobe Update’.

Il malware inganna fino al quarto stadio

Dopo questo terzo stadio, l’ultima mossa è “ingannare l’utente inducendolo a scaricare sul dispositivo il quarto e ultimo stadio di infezione e a concedergli le autorizzazioni necessarie a svolgere le sue azioni malevole” spiega la società di sicurezza.

I nomi delle App cattive

Ovviamente Google è stata subito informata della presenza di questi prodotti pericolosi perché li rimuovesse dal proprio store, In ogni caso, i nomi delle App malevole sono  ‘MEX Tools’, ‘Cleaner for Android’, ‘Clear Android’, ‘World News’, ‘WORLD NEWS’, ‘World News PRO’ più altre due chiamate ‘gotov.games.toppro’ e ‘slots.forgame.vul’.

Le raccomandazioni da seguire sempre

Insieme all’allerta, arrivano anche le raccomandazioni per gli utenti Android, invitati a: “Non scaricare App dagli store non ufficiali, di verificare attentamente la reputazione di un’App di dubbia origine presente su Google Play e di installare e mantenere aggiornata una soluzione antivirus sul proprio dispositivo”.

Pubblicato in Varie | Commenti disabilitati su Otto app da non scaricare da Android: la lista di Eset

Piani cucine, come identificare quello perfetto

La cucina, nel corso degli anni, è diventato uno degli ambienti clou delle case degli italiani. Sempre più funzionale, bella e preziosa, la cucina è spesso fusa in un unico ambiente con la zona living, come si può notare anche dalle proposte di Pedrazzini Arreda, centro di vendita cucine a Milano. Ovvio che, soprattutto se a vista, la scelta dei materiali e delle finiture rappresenta una vera e propria scelta estetica e un biglietto da visita dell’intera dimora. Uno degli elementi più caratterizzanti di ogni cucina moderna è il piano di lavoro che, come nel mondo fashion, segue periodicamente nuove mode e tendenze. Il top, infatti, da semplice zona di lavoro si è trasformato in un autentico elemento d’arredo, con una vasta gamma di materiali, finiture, colori.

Professionisti in aiuto

Scegliere una cucina nuova, o rinnovarne una già esistente, è un’impresa decisamente impegnativa. Scegliendo dei professionisti, come Pedrazzini Arreda, si ha la certezza di avere non solo un’ampia scelta di modelli, sia moderni sia classici, ma anche un vero e proprio team di consulenti per definire tutti gli aspetti dell’ambiente. Da Pedrazzini Arreda, infatti,

ogni cucina è personalizzabile in ogni suo dettaglio, dai materiali per le ante (come il laminato, i polimerici, gli impiallacciati, i laccati lucidi ed opachi o i legni masselli), i piani di lavoro (in laminato, acciaio, legno, pietra, quarzo e resine) e infine gli elettrodomestici di qualsiasi marca e genere. Senza dimenticare tutte le fasi relative a progettazione, trasporto e montaggio. In questo amplissimo mondo della cucina, vediamo quali sono i materiali più di tendenza per il top.

Quarzo

Si tratta di un materiale utilizzato sempre più di frequente per le sue caratteristiche intrinseche: è estremamente resistente, duro e quindi durevole nel tempo. L’unica accortezza da seguire è che il quarzo ha una minore tolleranza al calore rispetto ad altri materiali. In compenso, è bellissimo, disponibile in un’infinità di colori ed è molto facile da pulire.

Acciaio

In ambienti moderni e dallo stile industriale l’acciaio è spesso il materiale principe della cucina. Abbinato agli elettrodomestici più in, anche il piano può essere realizzato in acciaio inox, un materiale resistente al calore e alle macchie. Decisamente facile da pulire ed igienico perché non è poroso, l’acciaio va messo al riparo solo dal pericolo graffi.

Pietra

Una scelta tutta naturale ed esteticamente bellissima. I piani realizzati in questo materiale tollerano benissimo il calore, non si ammaccano e difficilmente si macchiano.

Resina

Molto di moda in questi ultimi anni, la resina è impermeabile, resistente, di facile manutenzione e ha uno spessore ridotto. Materiale decisamente igienico, quindi perfetto per la cucina, si può avere in tantissime tipologie di texture e colori.

Vetro

In ambienti dal design pulito e contemporaneo, il piano della cucina in vetro può essere una scelta vincente, oltre che dal forte impatto estetico. Anche questo è un materiale facile da pulire e resistente. L’unico pericolo? Le famigerate “ditate”, specie se in casa ci sono dei bambini.

Legno

Elemento naturale per eccellenza, totalmente ecologico, il legno regala un calore tutto speciale all’ambiente cucina. Se trattato, il piano in questo materiale non richiede particolari attenzioni: occhio solo ai graffi e all’eccesso di calore.

Pubblicato in Siti web | Commenti disabilitati su Piani cucine, come identificare quello perfetto

Moda, le regole per sfilare: basta a modelle troppo magre

Obiettivo, tutelare la salute di modelli e modelle. Ecco perché i big della moda hanno stilato una carta che, fra le altre direttive, vieta ai brand del fashion di utilizzare per le sfilate ragazzi e ragazze troppo magri e troppo giovani. Quindi, niente catwalk per chi non raggiunge la taglia 38 e i 16 anni di età.

L’input dai colossi francesi

Sono stati i colossi del lusso mondiale,  Lvmh e Kering, a decidere di applicare uno stop alla reciproca concorrenza e di redigere una carta condivisa per contrastare l’anoressia. I due gruppi, che controllano brand del calibro di Dior, Fendi, Gucci, Louis Vuitton e Saint Laurent fra gli altri, hanno così deciso di tutelare i giovani che lavorano nel mondo della moda. In base alle nuove direttive che si sono autoimposti, i marchi dei gruppi non potranno lavorare con modelli e modelle dalla taglia under 38 e con età inferiore ai 16 anni.

Rispetto per ogni uomo e donna

Questo cartello, comunicano i due gruppi, nasce dal rispetto della dignità “di ogni uomo e donna” che è “al centro dei valori di entrambi i gruppi”. In quanto leader del mercato, i due big hanno deciso di prendersi la responsabilità di fare un passo avanti. “Rispettare la dignità di tutte le donne è sempre stato per me sia un impegno personale sia una priorità per Kering come gruppo. Con questa carta e con il nostro impegno a rispettarne i valori, manifestiamo ancora una volta l’importanza di questo valore centrale in modo molto concreto. Ci auguriamo di ispirare l’intera industria a seguirci, segnando così una vera differenza nelle condizioni di lavoro dei modelli” ha dichiarato François-Henri Pinault, ceo e azionista di Kering. Ha aggiunto Antoine Arnault di Lvmh: “Mi sono impegnato profondamente per garantire che il sodalizio tra i brand del gruppo Lvmh, le agenzie di modelli e i modelli stessi vada oltre il semplice rispetto dei requisiti previsti dalla legge. Per noi ciò che conta è il benessere delle modelle e dei modelli e da leader del settore del lusso abbiamo la responsabilità di costruire nuovi standard per la moda. Ci auguriamo che anche altri player del settore ci seguano”.

Sfilate, cosa cambia

In base alle indicazioni della carta, i top brand dei due gruppi hanno definito regole precise. Ecco le principali: potranno sfilare solo ed esclusivamente con modelli in grado di presentare un certificato medico valido e che attesti il loro stato di buona salute e di idoneità al lavoro, rilasciato non più di sei mesi prima del servizio fotografico o della sfilata; dai casting verranno esclusi i modelli con taglia 36 per le donne e la 46 per gli uomini. Ovvero, le ragazze dovranno avere almeno la 38 e i ragazzi la 48. Non potranno lavorare per i brand ragazzi di età inferiore ai 16 anni e comunque, fino ai 18 anni, dovranno avere un accompagnatore adulto e seguire precisi orari di lavoro.

Pubblicato in Varie | Commenti disabilitati su Moda, le regole per sfilare: basta a modelle troppo magre

Il business della tv on demand si prepara a un nuovo entrante

Un nuovo entrante appare all’orizzonte del vasto territorio che la convergenza digitale ha creato nel settore della pay tv, nel quale confluisce sia la tv on demand che quella in streaming video. Probabilmente, il nuovo competitor muoverà i suoi primi passi negli Stati Uniti, dove il mercato è potenzialmente enorme, per poi puntare all’Europa e all’Italia. Stiamo parlando di Apple, colosso di Cupertino che ha annunciato un investimento pari a un miliardo di dollari, concentrato nel corso del 2018. L’intenzione è quella di puntare su produzioni originali, con circa dieci show da trasmettere in esclusiva nelle piattaforme di proprietà anche se, con ogni probabilità, verrà creata una streaming tv ad hoc.

I dieci contenuti originali di Apple si andranno ad aggiungere agli oltre 500 contenuti prodotti dai competitor nel corso del 2016. Gli operatori più attivi sono certamente Time Warner tramite la controllata HBO, ma procede bene anche la penetrazione del mercato da parte di Netflix, che vanta nel mondo 90 milioni di abbonati, metà dei quali fuori dagli Stati Uniti. La società di video streaming fondata da Reed Hastings dovrebbe conservare il vantaggio accumulato sui contenuti, con serie tv apprezzate come The Crown e Black Mirror. E in America sta crescendo anche il peso specifico di Amazon, che con Prime Video è pronta a una guerra di prezzi, sostenibile grazie alla sua rilevante capitalizzazione.

Con ben 215 milioni di dollari di liquidità, Apple non tarderà ad entrare anche nel mercato europeo e in Italia, dove il settore pay tv è in grande fermento. Dopo la crisi economica, il mercato si è un po’ contratto, e ci vorrà tempo per tornare ai livelli del 2011: è come se gli italiani, dovendo tagliare qualche spesa, durante le fasi più acute della crisi abbiano scelto di sacrificare l’intrattenimento offerto dalla pay tv. Ad ogni modo, in Italia la fa da padrona Sky con quasi 4,7 milioni di abbonati, seguita da Mediaset con 1,8 milioni di abbonati. Quello italiano è un mercato trainato dallo sport e segnatamente dal calcio, per questo i due operatori, detentori dei diritti tv, appaiono avvantaggiati. C’è poi Netflix con circa 300 mila abbonati. Il resto del mercato è frammentato da piccole realtà di streaming online, come Now, Infinity e Tim Vision. Apple potrebbe dunque trovare spazio nel mercato italiano, dove due dei competitor, Mediaset e Tim Vision, sono alle prese con gli appetiti dei francesi di Vivendi, che vuole acquistare entrambe le aziende.

Pubblicato in Varie | Commenti disabilitati su Il business della tv on demand si prepara a un nuovo entrante

Il gelato artigianale italiano ingolosisce la Cina ma non gli Usa

Il gelato artigianale piace senza dubbio agli italiani, che secondo dati Confartigianato ne consumano 12 kg pro capite ogni anno. Solo nel 2015 il volume d’affare del gelato artigianale ha raggiunto in Italia i 2 miliardi di euro, staccando un perentorio +8% sui consumi 2014. Si tratta di un prodotto che in Italia da lavoro a 36.970 gelaterie e circa 150.000 addetti. Il vero gelato artigianale è un prodotto di qualità, che nasce da materie prime locali come il latte fresco, le uova, la panna, lo zucchero, la frutta o altre spezie. Non è scontato trovare materie prime di buona qualità ad altre latitudini. Importanti sono poi i processi di pastorizzazione (bonifica dei microbi dagli ingredienti), maturazione (addensamento e idratazione delle miscele) e mantecazione (sbattimento a freddo delle miscele), dunque si rivela preziosa anche la produzione di macchine per il gelato e attrezzature italiane.

Non è un caso se l’Italia vanta la leadership mondiale anche in questo comparto, con 15 imprese che detengono una quota del 90% della produzione mondiale di macchine per il gelato. Sono queste le aziende che assumono un ruolo chiave nella diffusione del gelato artigianale italiano nel mondo. Una sfida che l’azienda Carpigiani di Bologna, che come dimensioni è la capofila in questo comparto, detenendo una quota di mercato mondiale del 50%, sta vincendo in un mercato difficile come quello cinese. Da queste parti, infatti, il massiccio consumo di tè e altre bevande tradizionali ha reso sconosciuto, fino a poco tempo fa, il latte. Oggi la quota del fatturato Carpigiani proveniente dalla Cina è del 5%, ma fino a pochi anni fa non arrivava all’1%. Segno inequivocabile che aumentano gli amanti del gelato artigianale italiano e, parallelamente, delle macchine professionali necessarie alla sua realizzazione.

Se il gelato italiano inizia a ingolosire i cinesi, l’impresa appare più ardua negli Stati Uniti. In America, infatti, le gelaterie artigianali sono davvero poche, schiacciate dall’americano ice cream, preparato secondo una logica che penalizza la qualità e abbassa il prezzo al chilogrammo. Va dunque fatta un’azione conoscitiva nei confronti della qualità del gelato artigianale e di come lo si prepara, rievocando anche la storica tradizione dell’autogelatiera Carpigiani messa in vendita nel 1946. Oggi l’azienda bolognese è un multinazionale tascabile che nel 2015 ha presentato un fatturato di 150 milioni di euro, proveniente per 80% dalle esportazioni. La sua produzione spazia dalle macchine per il gelato all’italiana a quelle per il gelato soft, pasticceria, yogurteria, ristorazione e casearia.

Pubblicato in Varie | Commenti disabilitati su Il gelato artigianale italiano ingolosisce la Cina ma non gli Usa

Capsule Lavazza | Fai una scorta di gusto

Oggi almeno una famiglia italiana su tre possiede in casa una macchinetta per fare il caffè. Tantissimi infatti, sono i consumatori che la preferiscono per la grande facilità di utilizzo e rapidità. Questo fa sì che vi sia un numero sempre crescente di utenti alla ricerca di capsule per il caffè, che siano di qualità e al giusto prezzo, da utilizzare ogni giorno per concedersi una meritata parentesi di benessere.

Il vantaggio di utilizzare questo sistema verte principalmente sulla comodità con la quale è possibile avere in casa un caffè buono e cremoso come quello del bar, ma non solo. Grazie alle capsule è infatti possibile andare a scegliere tra i tantissimi gusti e le svariate miscele presenti sul mercato, e ne esistono tante sia per quanto riguarda le miscele più classiche che per quelle più particolari quali ad esempio orzo e ginseng. Per acquistarle non è inoltre necessario dover perdere del tempo raggiungendo un negozio su strada, ma vi sono dei siti specializzati che consentono di acquistarle direttamente online.

Cialdamia.it è uno dei più noti siti di settore, e qui è possibile acquistare le capsule Lavazza a Modo Mio al miglior prezzo sulla rete. I consumatori interessati a scoprire capsule Lavazza di gusti e miscele diverse dal solito, o coloro che necessitano semplicemente di acquistare quelle di ogni giorno ma ad un prezzo decisamente più conveniente, troveranno ciò di cui hanno bisogno. La selezione di capsule Lavazza proposte è davvero ampia ed è in grado di soddisfare i gusti di tutta la famiglia, sia di coloro che amano il caffè classico che di chi preferisce invece provare miscele innovative. Grazie alla spedizione gratuita per ordini di importo superiore a 100€ poi, sarà ancora più conveniente fare una scorta di gusto per tutta la famiglia.

Pubblicato in Siti web | Commenti disabilitati su Capsule Lavazza | Fai una scorta di gusto

Il business to business? Guarda al business to consumer

Il cambiamento è nell’aria: la comunicazione digitale modifica le regole del gioco e anche nel business to business si assiste a un mutamento di scenario. Una quinta in cui il cliente “azienda” si muove – rispetto al passato recente – con logiche più simili a quelle del consumatore. Le differenze tra b2b e b2c continuano a essere importanti. Nel business to consumer i consumatori danno rilevanza a sconti, ribassi di prezzo, pubblicità, immagine del brand e stili di vita suggeriti. Nel business to business, sembra che le scelte di acquisto siano determinate più dal pragmatismo, da aspetti tecnici e razionali come la funzionalità e la versatilità di un prodotto, e da come questo può essere utilizzato, manutenzionato e sostituito.

Queste rigide differenze iniziano però a sfumare. Nella relazione d’affari, che è un po’ l’elemento cardine del business to business, intervengono i punti di forza della comunicazione digitale. L’agente o il funzionario di commercio è ancora centrale nel trovare nuovi clienti, trattare con essi, spiegare meglio di chiunque altro le caratteristiche di un prodotto e degli altri beni di complemento, far valere l’aspetto umano, la sua presenza fisica negli uffici o nei locali di un potenziale cliente. Intorno al suo lavoro, però, ormai agiscono anche altri canali di comunicazione, e a determinare le scelte del cliente ci sono anche opinion leader e influencer del digital marketing. Il risultato è che la digitalizzazione può portare a far spendere di più i clienti abituali, aiuta a rintracciare nuovi clienti e a rendere più veloce la comparazione tra prodotti o, più in generale, la trattativa di acquisto.

Il futuro sembra prepararsi a un ruolo più importante del digital marketing anche nel business to business, con l’obiettivo di influenzare gli acquisti anche attraverso la brand reputation e la customer experience, oltreché raccogliendo dati e targettizzando l’offerta. Un marketing sempre più multicanale, in grado di creare ingaggi attraverso i contenuti veicolati nel sito istituzionale, nel blog aziendale e sui social media. In particolar modo, lo storytelling può essere un’arma centrale nel marketing digitale, perché con la  regolarità e l’aggiornamento costante dei contenuti (cioè creando un calendario editoriale) si possono coinvolgere fornitori, aziende partner e stakeholder nel racconto dell’azienda, dei suoi valori, attività e lavoratori.

Si può raccontare un evento fieristico, un incidente di percorso andato a buon fine, una ricorrenza particolare, l’iniziativa di un lavoratore particolarmente zelante. E così come il consumatore può rimanere incuriosito da uno storytelling ben eseguito, anche nel b2b un’azienda (già cliente o con una relazione meno consolidata), può accrescere la conoscenza e l’interesse verso un’impresa che ha destato curiosità.

Pubblicato in Varie | Commenti disabilitati su Il business to business? Guarda al business to consumer

La rivoluzione dell’asciugamani elettrico

Una delle priorità di chi gestisce spazi pubblici di importanti dimensioni, all’interno dei quali gravitano anche migliaia di utenti contemporaneamente (pensiamo ad esempio a stazioni ferroviarie, porti, aeroporti e stadi) è quello di fare in modo che non si creino code all’interno dei servizi igienici nella zona dei lavandini. Dato che in genere sono presenti almeno quattro o cinque lavandini uno accanto all’altro infatti, spesso ci si lava le mani senza dover attendere ma si creano vere e proprie file di utenti in attesa di poter asciugare le mani.

Gli utenti infatti stazionano uno alla volta davanti i rotoli che distribuiscono carta e perdono in media un minuto a testa per asciugare bene le mani: spesso è infatti necessario utilizzare più di un “foglio” per avere la sensazione di averle asciugate del tutto, e ciò è causa inevitabile di code. Quando il distributore non ha più fogli puliti poi, gli utenti in coda rimangono praticamente con le mani gocciolanti d’acqua e questo è motivo di disservizio.

Chi ha a cuore il buon funzionamento delle strutture che gestisce sa bene che la soluzione perfetta è quella fornita dall’asciugamani elettrico Mediclinics, un dispositivo di ultima generazione che risolve in maniera brillante ogni tipo di problematica legata alla necessità di asciugare le mani bene ed in maniera rapida. Il potentissimo getto di questo dispositivo infatti consente di asciugare le mani in un arco di tempo che va dai 10 ai 15 secondi, consentendo un ricambio velocissimo di utenti ed evitando così il formarsi delle code anche nei momenti di punta. Il particolare sistema di raccolta delle gocce d’acqua che colano dalle mani poi, consente di convogliare l’acqua all’interno di un apposito contenitore e di evitare il formarsi delle solite fastidiose pozzanghere nei pressi dell’asciugamani, contribuendo a mantenere così l’ambiente pulito e garantendo sempre il massimo dell’igiene e della pulizia all’interno dei locali.

Pubblicato in Varie | Commenti disabilitati su La rivoluzione dell’asciugamani elettrico

Agenzia di Comunicazione New Team

Quello della comunicazione è un aspetto di primaria importanza per ogni azienda o impresa che desideri dare una immagine ed un identità ben definita all’evento che si è scelto di organizzare per il proprio pubblico. Una campagna comunicativa efficace è in grado di generare quel mix di curiosità ed interesse per l’evento in questione ed i prodotti o servizi che saranno presentati all’utenza, che è il fine di ogni attività commerciale. La New Team Eventi è una Agenzia Comunicazione Milano che da anni è impegnata nel settore ai aiuta realtà imprenditoriali di qualsiasi settore e livello nell’organizzare eventi aziendali di successo e di grande impatto, consentendo di ottenere anche un ottimo ritorno mediatico.

 New Team Eventi si occupa di ideare, progettare e realizzare eventi aziendali di successo, ma anche convention, congressi e viaggi incentive. La continua ricerca di soluzioni innovative e perfezionamenti pone questa realtà del settore come punto di riferimento anche per aziende d’alto profilo, ed è possibile avere un riscontro consultando il portfolio presente sul sito. Dalla scelta della location più azzeccata per la tipologia di evento al catering perfetto, dalla scelta degli impianti audio e video a quella dei servizi fotografici, dalla gestione delle hostess alla realizzazione degli inviti, nulla viene lasciato al caso ed ogni aspetto è curato con la massima attenzione così da garantire sempre eventi di successo che consentano al tempo stesso una migliore percezione del brand da parte degli intervenuti.

 L’attenzione e la cura dei particolari che saranno al tempo stesso impiegate per garantire agli ospiti una gradevole permanenza lungo tutta la durata dell’evento concorreranno a rafforzare quella immagine di efficienza estrema organizzazione ed che desideravi infondere nel pubblico. Contatta la New Team Eventi al recapito telefonico 0396260808 per ogni tipo di informazione o per gettare le basi del tuo prossimo evento aziendale.

Pubblicato in Siti web | Commenti disabilitati su Agenzia di Comunicazione New Team

E-commerce: ma davvero si vende?

I negozi online sono un fenomeno in grandissima e rapida crescita: competitività sui prezzi, disponibilità dei prodotti, comodità di acquisto ed altri fattori spingono l’utente a fare shopping davanti alla tastiera, aspettando poi comodamente la consegna a casa propria. Già, ma è davvero sufficiente avere un e-commerce per fare business? Lo abbiamo chiesto alla web agency di Monza WebSenior, che si occupa di consulenza strategica, realizzazione e posizionamento di piattaforme di e-commerce in Italia.

“Il più grande ostacolo da superare è quello di abbattere le distanze tra negozio fisico reale e negozio virtuale: per fare ciò, l’utente deve trovare condifenza nell’interfaccia, essere sicuro di ciò che sta facendo ed essere invogliato al click di acquisto. Brand Awareness, posizionamento, web usability e value preposition sono tutti concetti che affrontiamo in un progetto e-commerce, che richiede solitamente mesi di lavoro per potersi allineare a quelle che sono le esigenze, e le aspettative, del nostro cliente”. Ed ancora: “Spesso si ignora la reale necessità, il bisogno che l’utente finale intende soddisfare acquistano quello specifico prodotto: se non gli forniamo una risposta specifica a quel bisogno, e non esaudiamo le sue aspettative o non rispondiamo ai suoi dubbi, difficilmente l’acquisto si concretizzerà”.

Aggiungiamo noi: sapevate che circa il 70% dei carrelli online viene abbandonato? E che solo il 4% degli utenti, mediamente, acquista in seguito ad una visita ad un negozio e-commerce? E stiamo parlando quando tutto va bene… Quindi attenzione a pianificare un progetto completo e di livello, e state pronti a cambiare strategia in modo dinamico e tempestivo!

Pubblicato in Siti web | Commenti disabilitati su E-commerce: ma davvero si vende?